Quanto mi piacciono i mondi
che non ci sono: ascolto
soffi leggeri, guardo
con chiara concentrazione gli oggetti
di un inventario trasparente…
gioco con le proposte di un poeta
e mi lascio guidare per mano
dentro le pennellate dense,
i gorghi di lacca e le distese
campiture in acrilico – serena
abitatrice di un provvisorio
ma eterno altrove